13 novembre 2009

Giustizia e famiglia: quando i bambini vengono allontanati dai famigliari. Inchiesta di Panorama



Mai come in questo periodo si è parlato del dramma dei bambini strappati dalle loro famiglie dal sistema giustizia e finiti in comunità o in affido familiare. Si intrecciano accuse di superficialità dei servizi sociali, di interessi economici di presunti professionisti dell'accoglienza, di troppo interventismo degli organi di giustizia: in mezzo ai tanti casi di effettiva necessità sono stati recenti errori a far salire alla ribalta della cronaca il problema. Il periodico PANORAMA è uscito in questi giorni con un articolo-indagine che cerca di fare luce. Ne pubblichiamo una parte liberamente tratta da Panorama.


In Italia sono più di 32000 mila i bambini che vengono chiusi nelle comunità o dati in affido a un'altra famiglia.
Il più delle volte vengono allontanati dalle loro famiglie per motivi giustificati, come gli abusi sessuali, e maltrattamenti o l'indigenza. Altre per ragioni fumose e impalpabili.

Negli ultimi 10 anni il loro numero è aumentato del 29,3%. Più della metà finisce in affidamento ad altre famiglie, mentre il resto finisce in quelli che prima erano chiamati istituti, dal 2001 formalmente ribattezzati servizi residenziali: oltre un migliaio di comunità che ospitano 15.624 ragazzini. Un numero enorme che costa allo Stato mezzo miliardo di euro all'anno solo in rette giornaliere. Ma la cifra, calcolano vari esperti di giustizia minorile, andrebbe più che raddoppiata. Oggi, però, è tutto il sistema a essere sistematicamente messo in discussione.

Battagliere associazioni e libri-verità parlano di “bambini rubati dalla giustizia”. Raccontano di assistenti sociali troppo interventisti, di psicologi disattenti, di una magistratura flemmatica, di interessi economici. E di errori giudiziari sempre più frequenti. Come quello in cui sono incappati due fratellini di Basiglio, ricco paesino alle porte di Milano. Il più grande ha 14 anni, la sorella dieci. Il 14 marzo 2008 la polizia locale li preleva da casa e li porta in due comunità protette.

Un disegno malinterpretato, esattamente come quello che nel 1995 avvia la macchina giudiziaria nel caso di Angela L.: la sua storia è raccontata nel libro, pubblicato dalla Rizzoli, Rapita dalla giustizia. Il padre di Angela viene accusato di abusi sessuali: un falso da cui la Cassazione lo scagionerà completamente nel 2001. Ma la figlia, di appena sei anni, prima viene reclusa in due centri d’affido temporaneo per quasi 36 mesi; poi è data in adozione a un’altra famiglia. Angela tornerà dai genitori solo nel maggio 2006: a quasi 18 anni, ben dieci dopo il suo “rapimento legalizzato “. Uno sbaglio tragico e clamoroso.
 Tanto che la Corte europea per i diritti dell’uomo nell’ottobre 2008 ha condannato lo Stato italiano a risarcire la famiglia: 80 mila euro per un “buco esistenziale” durato un decennio.

Ogni giorno vengono portati via 80 bambini. Li chiudono in un centro protetto per anni, e costano allo Stato in media 200 euro al giorno”.
Una cifra che farebbe lievitare considerevolmente la spesa ufficiale per l’accoglienza, stimata in mezzo miliardo di euro. Basta fare due calcoli: 200 euro al giorno fanno un totale di 73 mila euro all’anno per ogni minorenne. Che moltiplicati per i 15.624 ospiti dei centri significa oltre 1,1 miliardi di euro: più del doppio di quanto riveli la cifra in mano ai ministeri, probabilmente troppo prudente.


Chi finisce in queste comunità? Mancando dati nazionali, si può fare riferimento a quelli della Lombardia: per il 34 per cento sono ragazzi dai 15 ai 17 anni; il 28,1 per cento ha dagli 11 ai 14 anni; il 19,4 dai 6 ai 10 anni. Le percentuali sono simili in Veneto, dove i minori fuori famiglia sono quasi 1.700. L’età media è quindi piuttosto alta. Anche perché la permanenza in queste strutture è lunga: a Milano il 53 per cento ci resta più di due anni. Questo significa che centinaia di migliaia di euro vengono spesi per ogni ragazzino. Ciò che accade alla fine di questi allontanamenti forzati è sorprendente: in Piemonte, per esempio, quasi la metà torna a casa.

C’è un altro dato che inquieta: quasi il 77 per cento dei minori viene allontanato per “metodi educativi non idonei” e per l’”impossibilità di seguire i figli”. “Motivi soggettivi, non reali come i maltrattamenti o l’abbandono ” denuncia Gian Luca Vignale, consigliere regionale del Pdl. Il Piemonte, chiarisce, spende 35 milioni di euro all’anno per mantenere 1.179 minorenni nelle comunità. “Mentre solo un terzo di questi soldi viene stanziato per sostegni alle famiglie” considera Vignale.



Le critiche a periti tecnici, assistenti sociali e magistrati sono sempre più dure. Il criminologo Luca Steffenoni sui casi di malagiustizia minorile ha appena scritto un libro, Presunto colpevole (editore Chiarelettere).<



“I tribunali hanno appaltato tutto all’esterno” sostiene. “Il processo è uscito dall’alveo delle prove, per trasformarsi in approfondimento psicologico. Gli assistenti sociali hanno diritto di vita e di morte sulle persone. Basta uno screzio tra due coniugi per far nascere patologie incurabili, che legittimano la sottrazione dei figli”.
Anche per questo motivo il governo sta cercando in ogni modo di incentivare l’affido familiare. “Porterebbe un grande risparmio economico e soprattutto maggiore benessere per i minori” dice Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare. “La soluzione ideale sarebbe chiudere le comunità e collocare temporaneamente tutti i minori in altre famiglie: cosa che oggi è impensabile”.
Un’utopia, appunto. “Il problema è che sono pochi i genitori disponibili” dice il pediatra veronese Marco Mazzi, presidente dell’Associazione famiglie per l’accoglienza: “Su dieci richieste d’affido, riusciamo a dare risposta solo a due”. Una scelta fatta da poche coppie, e di buonissima volontà: ricevono qualche centinaio di euro al mese per un bambino che comunque alla fine non potranno mai tenere con sé.
“E bisogna garantire anche i contatti con i veri genitori, che devono vedere i minorenni periodicamente” chiarisce Mazzi. Le cose, però, spesso vanno diversamente.

7 commenti:

Chiara ha detto...

Siamo una famiglia della provincia di Varese, purtroppo è accaduto anche a noi una disgrazia di questo genere: è stata allontanata da casa la nostra piccola di 5 anni nel mese di giugno del 2008.Tutto è avvenuto con una velocità fulminea senza che i servizi preposti abbiano eseguito nessun tipo di indagine sulla nostra famiglia.I servizi sociali hanno chiesto il rientro urgente della bimba presso il proprio domicilio alla fine di agosto 2009 ma il tribunale dei minori di Milano ha decretato solo il 6 novembre il rientro.Ciò è accaduto dopo varie relazioni da parte di psicologi e educatori che segnalavano il malessere della bimba allontanata.Ci costituiremo parte civile affinchè ,ci auguriamo, tale superficialità da parte di questo sistema non si riproponga ma vogliamo essere risarciti delle sofferenze psicologiche di tutti noi in primis la bimba nonchè del danno di immagine che è stato fatto a cittadini onesti, genitori amorevoli e attenti nonchè professionisti integerrimi. Di fronte alle difficoltà si deve aiutare le famiglie dando solidarietà e supporto concreto, non rubare i figli senza accertamenti consolidati. In Italia l'unica Giustizia che punisce è quella del tribunale dei minori :prima ti infligge la pena e te la fa scontare poi si occupa dell'accertamento della colpa!

Giorgiogal ha detto...

Chiara, se ti va, tienici aggiornati sull'evoluzione della cosa. Ci piacerebbe poter contribuire in qualche modo, cominciando dalla divulgazione, ma poi chissà... facci sapere

LO SCHIGNO DELLA MATRIGNA ha detto...

Caro Giorgiogal, intanto ti ringrazio per il tuo interessamento. L'evoluzione è che ce la caviamo bene ora, nonostante i traumi subiti da tutti noi( la bimba i suoi 3 fratelli e noi genitori). Certo che i servizi sociali ci hanno completamente e improvvisamente abbandonato: il problema scuola (già iniziata al suo rientro) ce lo siamo risolti da soli, il discorso di sostegno familiare ce lo siamo risolti da soli;addirittura ci hanno chiesto come è stato possibile che a noi riuscissero cose che a loro erano interdette, ma la risposta è semplice: noi lavoriamo, tutti i giorni 24 ore su 24, perchè siamo genitori e persone responsabili!Il nostro lavoro non si interrompe mai neppure quando i figli sono "allontanati" o lontani: ma chi non ha nessuna esperienza di vita e sopratutto genitoriale come può capire? Abbiamo appena pubblicato un libro ma stiamo terminando di scrivere la nostra storia nei dettagli ,perchè ne rimanga una traccia e possibilmente qualcuno cambi mestiere. Grazie, Chiara

stelladelsud ha detto...

Vorrei chiedere ai genitori che senza un valido motivo vengono sottratti i figli senza preavviso strappando i bambini all'affetto genitoriale e familiare,perchè un minore allontanato dai genitori viene allontanati anche dal resto della famiglia cioè diventa un bambino con arresti domiciliari verso strutture non sempre idonee.
La domanda è c'è una associazione costituita come genitori e per proteggere i bambini dagli abusi delle istituzioni preposte????????????????
Non ho vissuto questo ma mi batto per il bene dei bambini e so che è un ingiustizia venire sottratti dalle proprie famiglie,,,,,,
addolorata de domenico

stelladelsud ha detto...

Vorrei chiedere ai genitori che senza un valido motivo vengono sottratti i figli senza preavviso strappando i bambini all'affetto genitoriale e familiare,perchè un minore allontanato dai genitori viene allontanati anche dal resto della famiglia cioè diventa un bambino con arresti domiciliari verso strutture non sempre idonee.
La domanda è c'è una associazione costituita come genitori e per proteggere i bambini dagli abusi delle istituzioni preposte????????????????
Non ho vissuto questo ma mi batto per il bene dei bambini e so che è un ingiustizia venire sottratti dalle proprie famiglie,,,,,,
addolorata de domenico

Anonimo ha detto...

Se non c'e` dovete farla e farla al piu` presto. Abito in Inghilterra e` l'industria delle case famiglia e` diventato oramai un business di milioni di sterline. Child Protection e` stata istituita come una nuova Inquisizione Spagnola. Basta una telefonata anonima e seppur si ha tutte le carte in regola i bambini vengono strappati dalle loro famiglie. Per chi parla inglese posso suggerire di leggere gli articoli Richard Brooker del Sunday Telegraph e andare sul sito PAIN (Parents Against Injustice) per trarre idee su cio` che si potrebbe fare anche in Italia.

Anonimo ha detto...

Inguistizia gravissima con enorme traumatismo del minore.riduzione programmata in poverta delle madri e figli.abuso leggi.invenzione reati delle madri e figli.torture fisiche.immoralita dei abusanti delle leggi.intocabili degradanti e aguzzini.

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